AMLETO A LUCI SPENTE


Teatro della Spontaneità

SEQUENZA DELLE AZIONI

Rappresentazione a Pedro Leopoldo - Brasile - maggio 2000
 

Scena Ia

Si entra nella reggia di Danimarca.

Il Narratore che accoglie gli spettatori sulla porta:

Stai entrando nel regno di Amleto, osserva gli oggetti, senti gli odori, guarda i colori

Dopo aver visto cosa vi è presente, lo spettatore viene bendato dal "suo attore"

 

Scena IIa

L'attore dice all'orecchio del proprio spettatore:

Ora ripeti il percorso che hai appena compiuto

Lo spettatore ripercorre bendato il percorso che ha compiuto in precedenza

Scena IIIa

Entra in scena lo spettro, il padre di Amleto (movimenti del condor):

Io sono lo spettro di tuo padre, condannato a passeggiare di notte e a digiunare di giorno, finché non saranno purgati e bruciati i delitti compiuti nei miei giorni terrestri.

Scena IVa

Amleto proclama il suo amore ad Ofelia (l'attore accarezza il suo spettattore e gli offre da mangiare un frutto di stagione):

Dubita che di fuoco sian le stelle e che il sole si muova

dubita che anche il vero sia bugiardo,

ma del mio amore non dubitare, o bella Ofelia

Scena Va

Arrivano gli attori e scoppia il gioco del teatro (ognuno di loro suona uno strumento e invita il proprio spettattore a catturarlo):

Prendimi! Prendimi! Prendimi!

Scena VIa

Amleto medita sul valore della vita:

Quale accusa mi fanno le occasioni che spronarono la mia lenta vendetta!

E che cos’è mai l’uomo se l’impiego del suo tempo è soltanto nel dormire,

nel divertirsi e nel mangiare! Non più che una bestia.

Scena VIIa

Ofelia muore e un mistico canto viene intonato (viene mosso da un attore il bastone della pioggia, gli altri attori pongono un bastone in alto e lo fanno afferrare agli spettatori che sono liberi di stare fermi o muoversi nello spazio):

Possi agapi tongoneon ma

Possi agapi denivrame

Possi agapi ton lucchio timmana

Possi glicada denivrame

Scena VIIIa

A Laerte, fratello della sventura Ofelia, viene raccontata la sua fine (gli spettatori  ricevono delle gocce di acqua addosso):

Tua sorella è morta, Laerte. In quel ruscello dove un salice sghembo specchia le sue brinate foglie nella corrente vitrea. Le sue vesti si gonfiarono intorno e la sostenevano per qualche tempo come una sirena. Ma per poco, poiché le sue vesti pesanti per l’acqua assorbita, trascinarono l’infelice dal suo melodioso canto a una fangosa morte.

Scena IXa

Duello tra Amleto e Laerte (due attori si muovono tra gli spettatori agitando tra loro due oggetti di metallo):

Ah, ah, ah, ahhh!

Scena Xa

Morte della regina (ogni attore porge al suo spettatore una coppa con del vino, quando lo spettatore lo farà bere l'attore cade ai suoi piedi abbassando la benda che teneva sugli occhi):

Dammi da bere

Scena XIa

Morte di Amleto (gli attori sono agonizzanti ai piedi del proprio spettatore, alla fine della frase di Amleto cadranno riversi a terra):        

E a voi che pallidi e tremanti, siete gli spettatori di questo fatto, a voi, se me ne restasse il tempo vorrei dire... Ma no, basta così.

Il resto è silenzio...