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LARTE DI PERCEPIRE |
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Addestramento dello spettatore alla drammaturgica dell'essere di natura |
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| Dal giorno in cui si insegna al bambino il nome delluccello, egli non vedrà mai più quelluccello. |
| Krishnamurti |
La percezione
è unabilità psicofisica con leggi
proprie; queste leggi sono stabilite empiricamente proprio come succede a chiunque
voglia imparare a suonare uno strumento musicale o apprendere qualunque altra abilità
artistica. Egli si deve sottoporre allo studio delle leggi musicali o delle altre
arti; così come chi voglia studiare larte della percezione è
necessario
abbia un metodo che gli consenta di servirsi del proprio corpo fisico e psichico per raggiungere quellabilità.
Quindi anche larte della percezione si può imparare.
Inizialmente svuotarsi e rilassarsi profondamente sono i presupposti di un buona introduzione alla percezione profonda e intensa con il proprio corpo.
Essa implica latto di rimanere soli, in relazione con se stessi.
La solitudine è la condizione di libertà dagli altri, dalle relazioni sociali; essa dovrebbe essere una condizione naturale, come lo stare in un posto senza pensieri per la testa e in contantto con il corpo, ma in realtà questa condizione non è così facile da ottenere, ecco perché si ricorre alle tecniche di rilassamento passivo.
Il raggiungimento di uno stato inerme completamente svuotato di contenuti mentali, il lasciarsi andare per trovare sollievo dalle tensioni muscolari e da un continuo lavoro mentale, sono i presupposti per un percorso di rieducazione percettivo.
La seconda fase dell'apprendimento implica un rilassamento più dinamico, che si avvicina al funzionamento naturale, per esempio una passeggiata in montagna, silenziosa quanto consapevole del movimento del camminare, del piede che si appoggia al terreno e del peso del corpo che si sposta.
Questo rilassamento dinamico è la base di una buona percezione dove lio cosciente non ha eccessiva presenza a scapito dellio inconscio e permette di scoprire fino a che punto lio cosciente possa ostacolare i processi sensoriali naturali.
Gli organi di senso, occhi, naso, bocca, orecchio, pelle, e il sistema nervoso sono responsabili delle sensazioni, la mente della percezione.
Quindi sentire non è lo stesso che percepire.
E' altrettanto evidente che migliorando le facoltà percettive si migliorino anche le capacità sensoriali e viceversa.
La terza fase del processo percettivo è la memoria.
Non a caso abbiamo usato il termine rieducazione percettiva, perché si tratta proprio di rispolverare la memoria sensoriale, in quanto le facoltà percettive sono collegate con la memoria emotiva, fisica, astrale.
Come ben sappiamo, luomo crescendo sacrifica diverse abilità sensoriali che aveva appreso nellinfanzia e riesce ad accumulare talmente tante tensioni che spesso dimentica il rapporto sensoriale con il mondo naturale.
Il cattivo funzionamento percettivo nelladulto è dovuto principalmente allo stress, allincapacità di combinare la distensione con lattività e soprattutto allincapacità di evitare stati di tensione prolungata, che a lungo andare incidono fisiologicamente sulla vista, il tatto, lolfatto.
Riappropriarsi della memoria sensoriale, riconduce alla percezione pura, dove non esistono nè dentro nè fuori, ma uno spazio intermezzo, che permette di sentire lunità e non la divisione; questo avviene attraverso la quarta fase: la sospensione del giudizio.
Se osservo, vedo e basta.
Se ascolto, sento e basta ecc.
Facciamo un esempio: sono solo e cammino in mezzo al traffico in una grande città; se percepisco veramente non ho pensieri nè positivi nè negativi rispetto a quello che vedo; vedo e basta.
Ma cè molto di più nello stato di percezione.
Grotowski, noto antropologo e regista, era solito raccontare questa fiaba per esprimere la sua impossibilità di continuare a realizzare spettacoli teatrali.
Cera una volta un gruppo di ladri e furfanti che erano soliti assaltare le diligenze stando in attesa su unaltura. Dato che dovevano attendere ore e ore sotto il sole cocente, essi studiarono diverse tecniche di concentrazione percettiva che permettessero loro di resistere a quelle condizioni ambientali. Andando avanti in quelle azioni essi ne trovarono talmente tanto giovamento che, oltre a perdere linteresse nella loro professione, diventarono asceti.
La morale di questa fiaba è che, quando si percepisce con pienezza, la vita può cambiare in un solo istante. La sospensione del giudizio è un atto di arresa, è sapere di non sapere, è lazione più intensa: quella di possedere pienamente se stessi, proprio perché non si possiede nulla.
In questa fase il pensiero che può aiutare a sviluppare lapprendimento è il seguente: io non so veramente cosa fare.
Raggiungo uno stato inerme dove lio cosciente ha una presenza discreta e lascia spazio allio inconscio.

Nel silenzio del tramonto mi immergo nei suoi colori facendomi aiutare da alcune tecniche percettive dei nativi americani e dopo un po, ho la sensazione di essere io stesso un cielo infuocato. Ho perso la dimensione del dentro e fuori di me, ho abbandonato i pensieri quotidiani, ho ripreso contatto con la memoria legata allinconscio collettivo, abbandonando lio cosciente e ho ottenuto un buon grado percettivo.
| Bibliografia | |||
| G. Bachelard | Psicanalisi delle acque | 1987 | Red |
| A. Huxley | L'arte di vedere | 1989 | Adelphi |
| A. Huxley | Le porte della percezione | 1998 | Mondadori |
| G. Roi (a cura di) | Il bosco magico | 1996 | Erga |